Tempo di Libri n.1 e Salone del Libro n. 30

Due giorni fa si è chiusa la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino, praticamente un mese dopo che sono state calate le tende sulla prima edizione di Tempo di Libri, svoltasi a Milano.
Molti dibattiti sull’aver tenuto due manifestazioni per certi versi abbastanza simili a breve distanza l’una dall’altra e numeri che rispettivamente gli organizzatori giudicano interessanti.
Per Tempo di Libri 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, e 140.746 biglietti staccati per il Salone al Lingotto, oltre a 25000 presenze nella parte Off, con ben 38000 visitatori in più rispetto all’anno scorso.
Non c’è che dire: numeri interessanti, ma più che doppi a favore di Torino.
Salone del Libro Torino e Tempo di Libri Milano
Ma cosa vuol dire questo? In realtà il successo di questa edizione del Salone non si può non collegare alla sfida lanciata da Tempo di Libri, il cui risultato non eclatante, con scarso entusiasmo e basse vendite, ha invece aumentato la percezione del successo della manifestazione torinese. Gli osservatori sono propensi ad indicare che al Salone a vincere sia stato un po’ il sentimento di rivincita dei torinesi, ma anche un modo di lavorare intelligente, di strategia pianificata, di competenze non improvvisate, e di coinvolgimento della base dei lettori. Quest’ultimo punto è quello più interessante per noi, quello che vede il lettore protagonista e che, in qualche misura, ribalta l’idea di un lettore italiano medio sempre più disinteressato e inattivo.
Da questa sfida dei libri tra Milano e Torino dunque, una prospettiva migliore di quella che ci si potesse attendere anche solo un semestre fa.

Sempre meno lettori in Italia

Nei giorni scorsi, in occasione di Tempo di Libri, la nuova manifestazione “Fiera dell’editoria” svoltasi a Milano, sono stati resi noti da Istat alcuni dati sulla lettura nel nostro Paese.
Rispetto al 2010 sono stati persi 4,3 milioni di lettori e, nello scorso anno, il 57,6% della popolazione oltre i 6 anni non ha letto nemmeno un libro, la stessa quota che era stata toccata nel 2000. Non c’è proprio da essere felici!
I non lettori che sono soprattutto maschi: il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine, valore che arriva al 73% tra gli over 75. Tra le donne, le non lettrici sotto i 24 anni sono il 40%, valore che cresce col crescere dell’età.
Spesso non legge chi ha un basso livello di istruzione: non legge il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%. Importante è l’esempio che giunge dalla famiglia: legge libri il 69,7% dei ragazzi con entrambi i genitori lettori.
I lettori “forti”, ovvero quelli che hanno letto almeno un libro al mese, sono la minoranza, solo il 5,7%.
La prevalenza di non lettori è al Sud con il 69,2% (con una punta del 73% in Calabria), mentre non legge il 55,8% degli abitanti del Centro (55,8%) e il 49,7% di chi vive al Nord. Positiva l’eccezione della Sardegna dove chi non legge è il 51,8% della popolazione. La città più virtuosa è Trento, con il 43,7% di non lettori.
Infine un dato interessante: i lettori di libri elettronici sono 4 milioni circa, più o meno il 7% della nostra popolazione.
leggiamo sempre di meno
Non vi è dubbio che, a fronte di questi dati, noi di Biblioshare pensiamo di avere un ruolo importante nel cercare di invertire questa tendenza. La diffusione delle nostre community, seppure con tutte le difficoltà del caso e la mancanza di un sostentamento economico (utile se non altro a far conoscere la nostra realtà), può contribuire alla causa.
Biblioshare, passaparola!