Due candeline da soffiare per biblioShare

secondo compleanno biblioShareOggi spengo due candeline! Due anni di biblioShare!
Un’attività gratuita, impegnativa, quotidiana, costante, che mira a diffondere la lettura e la conoscenza tra le persone.
Con alti e bassi, di gloria e di quotidianità, di espansione in altre community e di comunità che non crescono, di eventi a cui mi invitano e di indifferenza da parte di chi non legge, di gioia da parte di molti e di invidia da parte di alcuni, di qualche perplessità da parte di qualche editore e di applausi di chi ha risparmiato qualche euro, di richieste di implementazioni inaspettate e di qualcuno che non ha capito che cosa sono…
Nascevo due anni fa a Rogoredo, un quartiere di periferia a Milano. Lì sono conosciuta, apprezzata e amata, e sono forte: solo nella community di Rogoredo Santa Giulia i libri condivisi sono 9000, tantissimi, più di quanti tante biblioteche ospitino. E lì, un po’ di persone che non si conoscevano, ora si sono conosciute, grazie a me. Alcune di loro hanno addirittura stretto amicizia, forti di qualcosa che li accomunava e che non potevano immaginare cosa fosse. E questa è la mia soddisfazione più grande: contribuire a far socializzare chi vive nel quartiere.
A novembre ho partecipato a Bookcity 2016, con tanti amici, e lì ci siamo raccontati, e abbiamo illustrato i nostri progetti per il futuro.
Insomma, sto crescendo, e vorrei che tanti mi conoscessero, sempre di più.

Milano, 1 febbraio 2017

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Buon compleanno BiblioShare

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Oggi è il mio primo compleanno. Mi volto indietro e guardo la strada percorsa…
“Marcovaldo” è stato il primo, che ha aperto il gioco del prestito nella community di Milano Rogoredo – Santa Giulia, “lo zoo sotto la tenda” l’ultimo, nella nuova community di Milano Porta Romana.
In mezzo ci stanno quasi 12000 libri, che hanno visto anche la partecipazione di biblioteche private e scolastiche.
Sono arrivata sui rotocalchi in un attimo, suscitando curiosità: di me hanno scritto il Corriere, Repubblica, il Sole 24 ORE, tanto per citare qualche testata illustre.
E’ stato un grande onore.
Ma nonostante gli onori della cronaca non mi sono montata la testa. Il mio è un lavoro duro, nell’ombra. Fatto di piccoli passi, di persone che attraverso di me hanno letto un libro, stretto una relazione, bevuto un caffè insieme al bar e condiviso qualcosa di se stessi, dei propri gusti, della propria vita.
Prestando un libro a volte con fiducia incondizionata nel prossimo, a volte vincendo a fatica il timore di non vederlo restituito.
Al servizio della cultura e dei cittadini, sì, questo è lo scopo della mia vita: promuovere la lettura in modo semplice e gratuito, la fiducia reciproca e le buone relazioni, la crescita e la consapevolezza delle persone; perché, ne sono sicura, lettura e condivisione ci rendono più ricchi e migliori.

Milano, 1 febbraio 2016
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